Forse ero troppo concentrato, ma quando ho visto Moris avvicinarsi all’ultima modella con del filo di ferro, pensavo fosse impazzito. Le energie che sostenevano tutto lo shooting stavano iniziando ad esaurirsi. Vedevo i piedi muoversi veloci ma le braccia, che ancora dovevano destreggiarsi nella fatica, sembravano avvinte dalla stanchezza. L’ultima modella aveva i capelli corti e neri e per lei il direttore aveva pensato all’acconciatura più accattivante che avrei visto quel giorno.
Acconciatura creativa e hairstyling artistico
Una coda di cavallo sostenuta all’insù da del filo di ferro. Mi avvicinai alle Hairstylist che, dopo il tempo trascorso insieme, iniziarono a darmi confidenza.
-Filo di ferro?- chiesi sorridendo alle tre parrucchiere
-Moris ha un’idea per un taglio artistico, poi lo completiamo noi- mi risposero un po’ tutte acconsentendosi l’un l’altra.
Capelli e fotografia: la magia dello shooting
Vidi molte foto scattate a quella ragazza, profili, primi piani. E rimasi incantato da come, con lo stesso filo con cui una volta avevo aggiustato il mio stendino per i panni, potessi vedere sbucare una coda di capelli raccolti a destra e sinistra mano a mano che la ragazza si muoveva sul telo bianco.
Beauty experience tra stile e creatività
Una volta finito di fotografarla il clima si rilassò molto. Due bottiglie di bibite fresche e un buffet di pizza squisita si erano impadroniti della comitiva che aveva portato a casa la giornata. Avevo annotato, e posso ora dire, imparato, tantissime cose. Avevo visto il rosso ramato, che nei vecchi libri d’avventura avevo incontrato nel crine dei cavalli con il nome di “Pelame Sauro”. Ridevamo e scherzavamo ed era più o meno tutto in ordine anche nello smontare e sistemare le attrezzature.
Il valore artistico del lavoro del parrucchiere
Ero completamente esausto ma mi dispiacque fosse tutto già finito. Avevo visto degli artigiani, mi piacerebbe poterli chiamare così, unire il vecchio, il nuovo, il contemporaneo, la pittura, la letteratura. E proprio per questo è stata un’esperienza eccezionale. Ho visto crearsi qualcosa di artistico. Qualcosa che io per la maggior parte della mia vita avevo dato per scontato.
Ma la precisione, i millimetri, le tonalità dei colori. I riflessi, le luci, i volumi. Era come se ogni modella fosse stata fondamento di un’architettura personale, intima e fragile. Qualcosa che si può lavare via con dell’acqua ma negli sguardi dei presenti e nel mio taccuino rimarranno per sempre.
