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Round Layers: il taglio capelli energico e creativo con biondo nuvola Pantene

round layers con capelli biondo nuvola

Il Round Layers si conferma uno dei tagli più iconici e studiati nelle scuole di formazione di hairstyling di tutto il mondo, ma in questa versione 2026 si rinnova con un’interpretazione ancora più creativa, energica e decisa. Questa proposta valorizza al massimo la struttura del taglio grazie a una tecnica precisa: i capelli vengono trasportati ed elevati a 90 gradi su ogni punto della testa, creando una forma armoniosa ma allo stesso tempo dinamica e piena di carattere.

Ciò che rende unica questa variante è l’attenzione ai dettagli, in particolare nella zona della basetta e nell’area posteriore, dove le lunghezze vengono lasciate leggermente più evidenti per dare forza e movimento all’insieme. Il risultato è un look bilanciato ma audace, perfetto per chi desidera distinguersi con stile.

A esaltare ulteriormente il taglio è il colore: il biondo nuvola, una delle tonalità protagoniste di Pantene 2026. Si tratta di un biondo etereo, luminoso e sofisticato, che si presta perfettamente a incarnati delicati ma anche a contrasti più marcati. In questo caso, la carnagione della modella e lo stacco deciso delle sopracciglia hanno permesso di osare, amplificando l’impatto visivo del colore e rendendo il look ancora più contemporaneo.

Lo styling è volutamente naturale per valorizzare la qualità del taglio. Viene realizzato con una spazzola piatta, come la Paddle Brush, accompagnando i capelli nella loro caduta naturale durante l’asciugatura. Su una struttura ben eseguita, infatti, la forma risulta già definita, permettendo di ottenere un’acconciatura pulita, moderna e facilmente gestibile anche nella quotidianità.

Round Layers aggressivo con biondo nuvola e styling creativo

Nel set fotografico, il Round Layers nasce tra luci fredde e sguardi intensi, trasformando la modella in un’immagine forte e vibrante.
Il biondo nuvola ispira un’emozione pura, sospesa tra creatività e istinto

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La stanza dove erano posti i tre lavatesta in ceramica bianchi era appartata dal resto del salone.
Decisi di iniziare a porre qualche domanda proprio da quel posto più solitario, dove i capelli venivano lavati e il clima era molto più rilassato. Con grande meraviglia la modella, che mi vide avvicinarmi a lei e sedermi incrociando le gambe sulla poltrona del lavatesta libero, girò il capo d’un tratto e mi guardò curiosa.
Maddalena, la terza Hairstylist del salone, le stava lavando i capelli. Massaggiava un prodotto schiumoso, credo uno shampoo, estendendo le dita fino a coprire tutta la testa. L’intensità di quel massaggio cambiava da energico a modesto, e il viso della ragazza che mi guardava non poteva che sembrare soddisfatto perdendo quel tono di curiosità.
Le dita dell'hair-stylist affondavano nei capelli ricci e marroni, forse più castano scuro, della ragazza seduta con gli occhi al soffitto. A guardarla in quella posizione sembrava ancora più giovane, di una ventina d’anni. La schiuma bianca dello shampoo lasciava spazio solo all’ombra del colore dei capelli, in quelle sporgenze acute che si prolungavano nei ricci costantemente raccolti. Una volta abituata alla mia presenza mosse dei bellissimi occhi color nocciola dall’alto verso di me.

-Tu sei il giornalista! Esclamò con un sorriso abbastanza complesso da contenere un ombra di preoccupazione.

-No, sono qui per prendere qualche appunto, ma non preoccuparti, guarderò solo cosa succederà ai tuoi capelli.- Dopo questa risposta si tranquillizzò.

-Non avevo mai fatto uno shooting con uno scrittore che racconta quello che succede, ripetè la ragazza castana a sé stessa, mentre lo shampoo cadeva a spirali nel lavandino spinto da Maddalena con uno sguardo soddisfatto. E in un momento, da quando l’hair-stylist le disse di seguirla non ebbi più modo di parlarle.

Tra schiuma, silenzi e mani esperte, il racconto di come nasce un’acconciatura in salone

La piazzarono senza se e senza ma su una poltrona. Mi inginocchiai accanto a lei a un metro di distanza cercando di notare tutti i passaggi per comporre l’acconciatura. Vedere quei capelli (scusate il termine: Vergini; senza ancora aver subito l’estro creativo) era per me una scommessa di immaginazione.

Le fecero chinare la testa e come il fogliame autunnale, partendo dal collo, si creò una chioma rotonda verso il basso, e con un phon e un diffusore (quell’arnese con le punte che si attacca all’asciugacapelli come un silenziatore di una pistola) gettava aria fredda, nei capelli. Interpellai Moris, mi spiegò che il capello ha bisogno di un asciugatura progressiva. Soprattutto quello riccio. E mano a mano che il calore che le faceva gonfiare i capelli aumentava, e mentre il direttore mi dedicava risposte secche, come se sopportasse a malapena il mio disturbo, scambiava sguardi accondiscendenti verso le sue collaboratrici.

-Come fare a scegliere il taglio perfetto per capelli ricci o crespi?- Mi chiese, pretendendo una risposta che sapeva non potevo offrire. Continuai a fissarlo. -Se valorizzi la naturalezza del capello. Non si può sbagliare. Bisogna però considerare il viso della ragazza. Per questo faremo una frangia.E in quel momento capii che nulla, in quel salone, era lasciato al caso.